Por fin. Después de algo más de 7 meses hace unas semanas (ya una par de meses) conseguimos hacer nuestro primer viaje: tres días a Samaipata.
Samaipata es un pueblecito de unos 3.500 habitantes situado en la zona valluna del departamento de Santa Cruz, aunque esto de valluna pueda sonar a no muy montañoso no es así, ya que son valles pre-andinos, de hecho Samaipata está a unos 1700 metros de altura. Está a unos 120 km de la ciudad, lo que puede paracer poco, pero el estado de la carretera, gran parte no tiene ni asfalto y es montañosa, unido al estado en sí de los vehículos que la transitan, hacen que el recorrido no dure menos de tres horas, si no hay problemas, como por ejemplo tuvimos a la vuelta donde nos encontramos con el camino cortado por obras y tuvimos que esperar más de una hora hasta que lo abrieron. El caso es que allí llegamos en nuestri trufi (taxi de recorrido y precio más o menos fijo), después de un viaje en compañía de Enzo, un chico joven de la misma Samaipata que nos sirvió como primer guía ya que nos explico muchísimos detalles de la historia, de la zona, de la gastronomía… y también en compañía de Eduin (escrito tal y como yo lo he hecho), el conductor.
Bien aconsejados habíamos reservado en la Posada del Sol, es cierto que en Samaipata hay muchísimos hostales bonitos y acogedores, pero este, muy cerca de la plaza principal, pero lo bastante lejos como para gozar de la absoluta tranquilidad, es especialemente indicado para el reposo. Con un jardín precioso, dos loros y plantas de mil colores, junto a una vista de montañas maravillosas te permite reposar y desconectar al máximo. Además la dueña, Rosario, es encantadora.
Pudimos pasear por el pueblo, comer estupendamente, desde filete en salsa de coca, a raviolis vegetarianos slow food, de la finca la Víspera, un sitio de unos holandeses en el que preparan mil infusiones y los platos te los preparan con alimentos que recogen directamente del huerto, viendo en primera persona como lo hacen. También, en honor a Wen, comimos el lomito Vaca Loca, de un lugar del mismo nombre.
Pero el principal atractivo de Samaipata es el “Fuerte”, un yacimiento arqueológico pre-incaico que se descubrió hace ahora unos 35 años. Se estima que tan sólo el 1-2% esta excavado, pero ya ese poco es impresionante. Tuvimos la suerte de tener como guía a Darnelio, todo un personaje que, ataviado con sombrero cowboy con pluma inlcuida nos fue contando todo, con la particularidad que en los años 70, cuando se empezaron las excavaciones el fue uno de los primeros de aquellos equipos, no como arquelogo, sino como obrero, y su padre fue el primer guarda de las ruinas. Gracias a ello nos enseñó fotos de aquella epoca en las que pudimos observar grabados que ya no se ven o el color original de la piedra, ahora oscurecido por la resina de los árboles. Con él también conocimos el dicho quechua más famoso: Ama sua, ama llulla, ama khella “no seas ladrón, no seas flojo (vago), no seas mentiroso ”, todavía se usa a menudo y, según la historia, viene de las tres leyes que impusieron los incas al conquistar el Fuerte.
Bajando del fuerte descubrimos, tallado en la piedra, el enorme rostro indígena que podéis ver en la foto, impresionante.
No lo hemos dicho, pero Samaipa, como está escrito en el título, quiere decir “descanso en las alturas”, y precisamente eso fueron, tres días de absoluto descanso, en las alturas. Hasta el curioso regreso, donde el viaje se alargo durante más de una hora por obras en la carretera, la cortaron hasta que les apeteció volver a abrirla… y por extraño que parezca, apenas la cortaron, en un punto en mitad de la nada, rodeados de montañas, y con el pueblo más cercano a unas decenas de kilómetros, comenzaron a aparecer señoras, “doñas”, armadas con “neveras” portátiles vendiendo alimentos varios. Así es este país.
Dani y Ceci, Ceci e Dani
Finalmente. Dopo poco più di 7 mesi qualche settimana fa siamo riusciti a fare il nostro primo viaggio: tre giorni a Samaipata.
Samaipata è un paesello di circa 3.500 abitanti situato nella zona valligiana della regione di Santa Cruz, anche se dire “valligiano” può suonare non molto montagnoso non è così, dato che sono valli pre-andine, infatti Samaipata è a 1700 metri.
E’ a 120 km della città, che può sembrare poco, ma lo stato della strada (gran parte non è asfaltata ed è montagnosa), e lo stato dei veicoli che ci transitano, fanno sì che il percorso non duri meno di tre ore, se non ci sono problemi, come per esempio abbiamo avuto al ritorno quando abbiamo trovato la strada bloccata per lavori e abbiamo dovuto aspettare più di un’ora perchè la riaprissero al traffico. Comunque lì siamo arrivati nel nostro trufi (taxi con percorso e prezzo più o meno fisso), dopo un viaggio in compagnia di Enzo, un ragazzo di Samaipata che è stato la nostra prima guida dato che ci ha spiegato moltissimi particolari della storia, della zona, della gastronomia…e anche in compagnia di Eduin (scritto proprio così), il conducente.
Seguendo buoni consigli avevamo prenotato nella Posada del Sol. A Samaipata ci sono vari hostales belli e accoglienti, ma questo, vicino alla piazza principale, ma abbastanza lontano tanto da poter godere di assoluta tranquillità, è particolarmente adeguato al riposo. Il bellissimo giardino, con due pappagalli e piante di mille colori, insieme alla meravigliosa vista che dà sulle montagne permette di riposare e staccare al massimo. In più la proprietaria, Rosario, è stupenda.
Abbiamo potuto passeggiare per il paese e mangiare stupendamente, da bistecca in salsa di coca, a ravioli vegetariani slow food, in un posto chiamato La Víspera, gestito da olandesi, dove preparano mille infusioni e si possono vedere le cuoche prendere dall’orto le verdure per cucinare. Inoltre, in onore a Wen, abbiamo mangiato la bistecca Vaca loca, nel bar che le dà il nome.
Ma la principale attrazione di Samaipata è il Fuerte, un sito archeologico pre-incaico che fu scoperto circa 35 anni fa. Si stima che si è scavato solo l’1-2%, ma già questo è impressionante.
Abbiamo avuto la fortuna di avere Darnelio come guida, un personaggio che con cappello da cow-boy con piuma incluida, ci ha raccontato tutto, con il particolare che negli anni ’70, quando si iniziarono gli scavi, lui fu uno dei primi del gruppo, non come archeologo, ma come operaio e suo padre fu la prima guida delle rovine. Grazie a questo ci ha fatto vedere foto dell’epoca nelle quali abbiamo potuto vedere incisioni che non si vedono più e il colore originario della pietra, oggi scurito dalla resina degli alberi. Con lui abbiamo anche conosciuto il detto quechua più famoso: Ama sua, ama llulla, ama khella, “non rubare, non mentire, non essere pigro”, ancora adesso si usa spesso e, secondo la storia, viene dalle tre leggi che imposero gli Inca quando conquistarono il fuerte.
Scendendo dal fuerte abbiamo scoperto, intagliato nella pietra, l’enorme viso indio que potete vedere nella foto, impressionante.
Non l’abbiamo detto, ma Samaipata, come è scritto nel titolo, vuol dire “riposo nelle altezze”, ed è stato proprio questo, tre giorni di totale riposo, tra le montagne. Fino al curioso ritorno, quando il viaggio si è allungato per più di una ora per lavori sulla strada, bloccata fino a quando gli è tornata la voglia di riaprirla…e anche se sembra strano, appena tagliarono la strada, in un punto in mezzo al nulla, circondati da montagne e con il paese più vicino ad una decina di chilometri, iniziarono ad apparire doñas armate di borse frigo per vendere da bere e da mangiare. Questo paese è così.
Dani e Ceci, Ceci y Dani
Advertisement

ehi, era un po’ che non controllavo il blog… felice di aver trovato un aggiornamento quasi in tempo reale.
e felice del vostro “riposo nelle altezze”
un saluto
Stefano
mi fa piacere che avete goduto quel meritato riposo. in piu leggendovi, in certe cose mi ricorda il Messico.
Ana
buona cosa il riposo
è anche un posto magico x lasciare la mente libera e il cuore girovagare tra pensieri belli, il niente e l’infinito
2 abbracci amici !
un bacio a voi, sempre nei nostri pensieri e a poco a poco sempre più vicini!
carissimi, ci avete fatto godere le radici del vostro essere lì. Una civiltà antica ma sempre nuova nei suoi valori. Avete fatto bene a riposarvi. Un abbraccio stretto stretto.
la verdad es un pueblo muy hermoso especialmente sus cultura y tanbien la jente q son muy caritmatica en recibir a su jente a demas es un pueblo muy turistico y tienes muchas riquisas en todo como el turismo del fuerte de samaipata cmo lasa lindas cascada y de una dulce agua y su cabañas tan hermosa bueno todo es mi comentario